Storia ed evoluzione dei completi calcio

Il completo calcio ha subito un’importante evoluzione nel corso del tempo. Nei primi anni del novecento l’abbigliamento calcistico era molto rozzo. Con il passar del tempo, e con l’innovazione tecnologica, i tessuti utilizzati per la realizzazione di abbigliamento destinato ai calciatori è migliorato. Si pensi alla microfibra di poliestere utilizzata da grandi marchi italiani come Legea e Givova. Completini calcio che si possono acquistare dai migliori rivenditori di questi marchi online come Dadasportweb solo per citarne uno.

L’equipaggiamento calcistico è uno degli elementi più caratteristici tra quelli che costituiscono il mondo del pallone. Noto pure come kit calcio, esso di distingue dalla semplice divisa, in quanto quest’ultima considera maglietta, calzettoni calcio e pantaloncini. L’innovazione ha contribuito a migliorare le prestazioni sportive dei calciatori, con magliette leggere e traspiranti accompagnate a scarpini performanti. Le variazioni, rispetto agli albori del football, sono state così grandi da far quasi pensare che il calcio dei primi anni del Novecento fosse uno sport diverso rispetto a quello attuale. Ecco alcuni dei principali cambiamenti nei materiali e nei tessuti del kit calcistico che si sono verificati durante l’ultimo secolo.

Evoluzione tecnico stilistica dei completini calcio

Nella seconda metà dell’Ottocento, quando il football iniziò a diventare uno sport praticato in Inghilterra, i completini calcio erano molto diversi rispetto a quelli odierni. I calciatori infatti indossavano dei pesanti pantaloni alla zuava, noti pure come knickerbockers in lingua inglese, con ai piedi pesanti scarpe di pelle. Inizialmente non vi erano maglie calcio personalizzate di colore diverso a distinguere le squadre dei calciatori, tanto che indossavano al braccio fasce di vari colori per distinguersi. Tra le prime squadre professionistiche a utilizzare maglie calcio a strisce possono essere citati il Blackburn Rovers, che utilizzò indumenti con i colori azzurro e bianco, e il New Brompton, che invece aveva le strisce nere. I completi calcio erano pesanti, solitamente in lana, mentre i parastinchi non facevano ancora parte del kit dei calciatori. La prima protezione fu indossata alla fine dell’Ottocento da un giocatore del Nottingham Forest, Sam Weller, che cucì insieme un paio di ginocchiere da cricket. Il parastinchi, che sarebbe diventato una delle protezioni più celebri e utilizzate nel mondo del calcio, inizialmente veniva tenuto al di fuori delle calzettoni, che come le maglie erano il più delle volte in lana. Essi assunsero dimensioni minori alla fine dell’Ottocento e cominciarono ad essere messi nelle calze.

I numeri sulle divise calcio non erano presenti nei primi modelli delle maglie e questa consuetudine sarebbe andata avanti fino ai primi anni Venti. La prima partita di una certa importanza con le divise numerate fu la finale di Coppa d’Inghilterra del 1933, che si svolse tra l’Everton e il Manchester City. All’epoca, inoltre, la numerazione non era fissa, tanto che solo alla fine della Seconda Guerra Mondiale si stabilì che i numeri dovevano andare da 1 a 11 ed essere assegnati in base ai ruoli che i giocatori svolgevano. Le magliette calcio nel frattempo si erano fatte molto più leggere e negli anni Cinquanta in Sud America furono introdotte le divise con i tessuti sintetici. In Europa nel frattempo debuttavano i primi scarpini con i tacchetti, introdotti dalla tedesca Adidas durante gli anni Cinquanta. Alla fine del decennio le pesanti maglie calcio in lana e i pantaloncini con le bretelle, con cui avevano debuttato i primi calciatori inglesi, dette anche “Braghe Calcio” erano quasi completamente caduti in disuso. Gli anni Sessanta non videro grandi cambiamenti a livello di tessuti e design delle divise, mentre i decenni successivi furono più interessanti.

Evoluzione dei materiali nella realizzazione di completini calcio e calcetto

Tra gli anni Settanta e Ottanta non ci fu solo l’ingresso in massa degli sponsor sulle divise dei club, ma variò pure il disegno delle magliette. I completini calcio erano ormai studiati per riprodurre ombre e figure in chiaro scuro, mentre i pantaloncini divennero più corti che mai, arrestandosi abbondantemente sopra il ginocchio. I colori si fecero più sgargianti e complessi, dando vita a completini molto appariscenti, ma che non sempre hanno lasciato un buon ricordo nei tifosi delle squadre di club. Ai giorni nostri l’equipaggiamento calcistico è diversissimo rispetto agli inizi, tanto in leggerezza quanto in qualità dei materiali. Le divise calcistiche moderne sono leggerissime (ai Mondiali del 2014 quelle dell’Adidas non pesavano più di 100 grammi), traspiranti e in grado di allontanare il sudore dal corpo. Il poliestere e le microfibre sintetiche, come il Treetech, hanno sostituito lana e cotone, rendendo i completini confortevoli alla pelle del calciatore. In sostanza, solo il colore dello stemma è rimasto uno degli elementi legati al disegno originale del club.

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